PERCHE’ ALBERTO POZZI HA VOLUTO LA CICLOMARATONA
Un’iniziativa che potesse rimanere
fra i ricordi più “felici”
nel tempo: questo ha spinto Alberto
Pozzi, 53 anni, industriale comasco
nel settore della ferramenta, con rapporti
commerciali anche con la Cina e con
buona frequenza anche in questo Paese
per motivi di lavoro ad ideare questa
CicloMaratona. “Una distanza di
circa 14 mila chilometri da percorrere
in poco più di 100 giorni, anche
con le soste obbligate per un giusto
riscontro turistico nelle città
più suggestive dal punto di vista
storico e geografico. In pochi sanno
che papà Andrea – precisa
oggi Alberto il terzo dei figli - gareggiò
come indipendente per molte stagioni,
ed oltre che essere un grande appassionato
di questa disciplina gestì per
circa 25 anni anche un negozietto di
ciclistica.” I tre figli Alberto,
Bruno e Gianni, da lui ereditarono questa
morbosa malattia di “Prendi la
bicicletta e Vai” come il narratore
e saggista Alfredo Panzini (1863-1939)
amò definire questo gesto d’amore
verso la natura. Gianni Pozzi (il più
anziano: è del ’39), per
diverse stagioni è stato presidente
del G. S. Ferramenta Pozzi che vinse
nel ’77 con Claudio Corti il titolo
mondiale dei dilettanti in Venezuela,
a San Cristobal. Della squadra di quella
stagione che riportò 41 vittorie
(21 con Corti) c’era anche Carlo
Pifferi, uno dei molti fratelli di Orsenigo
(con Aldo e Giovanni) che non passò
al professionismo, che sarà parte
di questa “splendida avventura
ciclistica”. Alberto Pozzi seguì
pari passo tutte le vittorie di quello
squadrone; così negli anni precedenti
in cui si ebbe la crescita di Beppe
Saronni (1975-1976) in maglia arancione
e nelle tre seguenti con la System Holz
(1978-1981) che contava di Bombini,
Locatelli, Milani, Scotti e tanti altri
campioncini. “Bruno Pozzi (del
’42), che dei tre fratelli fu
l’unico praticante con ottimi
riscontri, vincendo anche alcune gare
ed ottenendo diversi piazzamenti, scomparve
a soli 28 anni. Ecco quindi spiegato
il valore morale che acquisisce questa
CicloMaratona, legata ad un ricordo
incancellabile che non è solo
“retorica memoria” nel tempo:
saper soffrire e saper vivere a contatto
dell’immensità dei paesaggi
e della natura che sarà dato
modo di vedere nel lungo pedalare attraverso
tanti paesi.” Quanti? Lasciata
Trieste alle spalle: Croazia, Montenegro,
Albania, Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan,
Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan
fino all’arrivo in Cina che, entrando
dal Passo di Torugart (3752 metri),
richiederà poi un altro mese
di “sforzo” sui pedali per
raggiungere l’agognata meta…Pechino.
Un viaggio reso possibile anche dallo
sviluppo che ha preso corpo grazie all’azienda
ed all’attività produttiva.“La
Ferramenta Pozzi, costituita come attività
commerciale nel 1966 a Birone di Giussano,
è cresciuta e si è trasformata
nell’industria di Brenna, dove
opera dal 1979, e dove dal 1974 iniziò
a produrre cerniere col nome di System
Holz. Con l’acquisizione della
MetalStampi le tre aziende hanno dato
luogo al Gruppo Pozzi - ci spiega oggi
l’amico Gianni - che riepiloga
un pacchetto di prodotti indispensabili
all’industria mobiliera di tutto
il mondo, Cina inclusa.” Ed aggiunge
ancora il fratello team leader della
spedizione Alberto Pozzi: “Ecco
spiegate le ragioni di questo viaggio
di un gruppo coeso, anche se conta di
apprezzabili e seri professionisti impegnati
giornalmente nei più disparati
settori e quindi molto eterogeneo(due
medici, un avvocato, un capofficina,
un meccanico ciclista, altri…industriali)
con diversi pensionati che in bici hanno
già avuto modo di attraversare
il deserto del Nord Africa e che avrà
anche una sua …splendida madrina
nell’insegnante universitaria
Daniela Travella.” Toccherà
a lei, unica donna del gruppo, dettare
i ritmi di gara, sorridente come sempre,
ma capace di spingersi anche oltre i
150 chilometri in allenamento. Gli altri?
Dovranno stargli a ruota: Sergio Bianchi
compreso che da novembre a fine marzo
si è trattenuto in ritiro in
Sud Africa per allenarsi di più
e meglio al clima temperato. Il gruppo
composto sin qui da 17 persone, per
scaramanzia, vorrebbe aggiungerne un
diciottesimo che di nome fa “Modesti”
proprio come sono le caratteristiche
dei singoli componenti il gruppo. E’
fatta: proprio perché ci si ripromette
di pedalare in silenzio per quelle cinque-sei
ore quotidiane che occorreranno per
i trasferimenti da una località
all’altra. Si sa quando si parte,
martedì 26 aprile, alle 10 dal
piazzale antistante il Gruppo Ferramenta
Pozzi, a Cremnago d’Inverigo,
e si sa anche quando si arriva a Pechino,
il 9 agosto percorrendo l’intera
via della seta, quella che Marco Polo
compì nel lontano 1271 col padre
Nicolò e lo zio Matteo acquisendo
“potenza e missioni di fiducia”
dalla corte del Gran Khan del Katai
(Cina).“Ci spinge questa iniziativa
anche ad istaurare in avvio del quadriennio
Olimpico – l’ultima precisazione
fattaci da Alberto Pozzi - un rapporto
di amicizia con quella che sarà
sede delle prossime Olimpiadi2008. Il
ciclismo ed una squadra azzurra disputarono
e vinsero nel 2004 il Giro della Cina;
noi il 26 aprile inizieremo a pedalare
per unire il capoluogo della nostra
provincia, Como, alla capitale della
Cina convinti che l’amicizia e
la conoscenza fra i popoli, di estrazione
culturale e sociale differenti, sia
l’anticamera del saper accrescersi
anche per progredire economicamente.”
Sorridere sì, ma …pedalate,
pedalate …senza voltarvi d’attorno
nelle…lunghe discese verso Pechino.I
presupposti morali, sportivi, culturali
ed economici in questa missione ci sono
tutti. Ad ognuno di voi riuscire ad
esaltarli.Un augurio questo da parte
di tutti i lombardi.
Giulio Mauri